martedì, 29 dicembre 2009@12:04
Oh, yeaH.
Paramore a palla, stò che è una meraviglia, al momento. E finalmente l'orario è a due cifre, posso riassestarmi e smetterla di sparare cazzate di dimensione mastodontiche.
Suppongo che il mio bioritmo sfaldi da mezzanotte alle dieci, trascinandosi dietro le mie cellule nervose e conseguentemente ragionamenti astrusi si liberano, in mezzo alla matassa districata.
Purtroppo questa si ri-appallottola nel mentre l'orologio scocca nelle ore a due cirfe. Wow, sono un fenomeno da baraccone.
Ma or ora, cacchio voglio a mettermi a scrivere nel blogghino, dopo tanto?
BaH, niente di che —a parte che Hayley canta di AdEl, too—, solo ci tenevo ad informare voi creature della mia mente che ieri sera mi sono vista per la novantesima volta X-Men 3: Conflitto Finale.
Che ci posso fare? Avranno speso più denaro per gli effetti a computer che non a costruire la Tour Eiffel, è apocalittico *-* e c'è una rosa di poteri da far paura, inizi a capire chi fa che cosa alla quinta volta, più o meno.
Ed è una figata, l'ammetto; al contratio del primo, tutto su Logan (Wolverine; Hugh Jackman —RESPECT) e del secondo, su Rogue, questo è tutto BAM *A*.
Diciamolo, è un'americanata :°D
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martedì, 08 dicembre 2009@14:26
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domenica, 08 novembre 2009@16:59
Ci sono momenti nei quali quando guardi fuori dalla finestra non puoi fare a meno di pensare che, magari, qualcosa poteva essere diverso da com'è in quell'istante.
Beh, odio quei —questi— momenti, dove sei —finalmente o purtroppo— da solo, costretto da te stesso a rimuginare in qualcosa che non dovresti, in pensieri che, giustamente, andrebbero lasciati salire al cielo come fili di fumo di un mozzicone di sigaretta già consumato.
L'odio non è da me, come il rancore e la vendetta. Sono un tipo di quelli che dimenticano in fretta, una manciata di minuti e non ricordo nemmeno più perché tenga il muso.
Eppure, stavolta, non so perché, non so per come, ho un risentimento che covo dentro. E mi spaventa, perché non mi riconosco, in questo frangente. Sono bastarda e stronza quando voglio e —non lo nego— appena posso, ma non sono del medesimo stampo di chi le puttanate le fa assaporando il piacere del gelo che provoca nell'altro.
Sto cambiando, sbagliando o semplicemente crescendo?
Qualunque cosa sia, temo non dipenda dal mio volere, dopotutto. In fondo, chi l'avrebbe mai detto —includendo me per prima—, anche solo un paio di anni fa, che sarei divenuta come sono ora?
Sarà il caso che mi rimetta le ballerine e riprenda ad ascoltare i Tokio Hotel?
No, non per far piacere a terzi che nemmeno s'interessano più di tanto della mia vita.
E ora, mandando allegramente a FOTTERSI i pensieri passati e sfibranti, mi farò una bella dose di Linkin, Sonata e Kamelot. E naturalmente di Muse, se non voglio passare all'altro mondo.
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mercoledì, 28 ottobre 2009@23:59
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amby's army
proiettili dei molotov dell'armata amby
**loading* visite.
mOI
Hi. I'm an amby, what else I can am? Well, but... what's an amby?
Un'amby è una sedicenne originariamente bionda ma con dei capelli di un castano bronzo inquietante, al momento, studentessa presso una scuola che non la soddisfa più di tanto, agognante il liceo classico a trecento metri —Bagaaattaaaa ;AAAAA;.
Venuta al mondo nel nefasto ventiquattresimo giorno del mese delle rose, novantatreina, amby è duplice almeno quanto il suo segno, la lunatica per eccellenza, forse.
Legge. Un'amby legge tantissimo, fino a strabordare parole stampate dalla cornea, che quando sbatte gli occhi partono i verbi. Non prende la congiuntivite se non per i congiuntivi stessi. E sì, le amby hanno un uomismo terribile.
Alta un metro e uno sputo, questa amby, sottospecie di forma evolutasi dalla rana comune, passa il tempo gingillandosi nella sua incoerenza e inconcludenza. Non è mai riuscita a finire NIENTE, né tantomento ad avere una costanza per più di una manciata di mesi.
Un'amby non ha i timpani. Se le chiedete cosa pensa di un qualunque artista, anche questi sia un'escremento con un grillo che canta all'interno, vi dirà che è fantastico.
Ah, e un'amby ha un serio problema: Ego —o Egò, a preferenza del nominato.
Eggy è la superbia materializzata, l'annullamento di modestia e senso autocritico. Per colpa —o merito?— di Egò, amby passa ore a decantare pregi e giustificare difetti a suo dire inesistenti, quali lo stesso Ego.
E adora l'autoadulazione.
Hear me NOW!
Love&Hate
Un'amby non ama né odia, è limitata dalla lunaticità a slanci d'affetto che al momento —e a lei stessa— pare infinito, in realtà è forse la persona più anaffettiva d'Italia.
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